E-mail

 

CHIESA E CONVENTO DI SAN FRANCESCO

 

 

alt

 

In Piazza Garibaldi si trova la Chiesa di San Francesco annessa al Convento, uno dei più antichi monasteri della regione fondato nel 1314 da Tommaso Sanseverino, conte di Marsico e di Tricarico e da sua moglie Sveva. La chiesa fu restaurata nel 1882 e dopo il sisma del 1980.


 

CHIESA E CONVENTO DI SANTA CHIARA

 

 

alt

 

La Chiesa di Santa Chiara, annessa al convento  col portale d’ingresso del sec. XIV, è in attesa di restauro. La chiesa, originariamente, era di stile gotico; attualmente in forme neo rinascimentali mostra un soffitto ligneo a cassettoni e le pareti decorate da stucchi e oro zecchino. Al soffitto è incastonato  il dipinto (sec. XVI) dell’Assunta tra i SS. Pietro e Paolo, d’ignoto autoredi scuola veneta. Da vedere l’organo (sec. XVIII) in legno dipinto d’artigianato napoletano. Molto interessante è la Cappella del Crocifisso che conserva un ciclo d’affreschi (1611) di Pietro Antonio Ferro. Le pitture ricoprono interamente le vele, la volta e le pareti. Negli affreschi sono rappresentate bordure a girale, a voluta, a greca che dividono la superficie affrescata in scomparti, su cui sono raffigurati episodi della vita di Cristo e della Vergine, evangelisti, apostoli, santi e sante francescane.

 

alt alt alt

 

Alcune figure affrescate ritraggono l’immagine delle badesse committenti e riportano i nomi delle nobili famiglie dell’epoca da cui provenivano. Inoltre conserva un meraviglioso Crocifisso ligneo (1689) attorniato da una serie di tavolette raffi raffiguranti la vita di Gesù, opera commissionata dalla badessa Giulia Revertera. La cripta delle Clarisse è del 1733; le tele della Porziuncola e dell’Immacolata furono dipinte da F. Jacob nel sec. XVII; il Coretto (1551) S. Antonio, dipinto murale, è stato attribuito ad Antonio Stabile.

 

 

CHIESA E CONVENTO DI SANT' ANTONIO

 

 

alt

 

Nel rione S. Maria interessante da visitare è il Convento di Sant’Antonio da Padova, eretto fuori le mura cittadine nel 1479 ad opera di Gerolamo Sanseverino e fu, per secoli, il centro della più genuina spiritualità francescana. Abbandonato alla fine dell’Ottocento, nel 1923 il vescovo Raffaello delle Nocche, su mandato dell’Amministrazione Comunale, lo trasformò in Casa Madre delle Discepole di Gesù Eucaristico e nel 1926 aggiunse la Casa di Riposo per anziani.

 

alt alt

 

L’antico convento mostra un portale in pietra con stemma di Tricarico e iscrizione del 1491. Il chiostro ha il porticato a crociera con dipinti ad affresco ed a tempera, realizzati da Giuseppe Sciarra di Tricarico, forse della bottega del Ferro e da Ilario da Montalbano, frate del convento. I quattro lati del chiostro sono affrescati con 28 lunette, che raffigurano episodi miracolosi della vita di S. Antonio da Padova e l’albero genealogico dell’ordine terziario francescano. I dipinti della volta presentano uno schema iconografico complesso ed articolato: si notano festoni barocchi di mele, pesche, melanzane, legati da nastri multicolori che arricchiscono le scene raffigurate: vita di San Francesco d’Assisi, episodi biblici, Santi e Sante dell’ordine francescano e ritratti di religiosi del convento. Al centro del chiostro vi è un pozzo con la data MD( C )XXXV. Il portale della chiesa, annessa al convento è durazzesco. L’interno è a navata centrale e conserva pitture murali, quali San Sebastiano, San Rocco e  la Madonna di Loreto del XVI sec. L’immagine della Madonna ricorda i più raffinati linearismi dell’arte tardo-gotica: la studiata articolazione della figura, la morbida delicatezza del panneggio, la preziosità dello sfondo da cui emergono la Madonna e il Bambino indicano un gusto che si compiace dell’eleganza e di un certo preziosismo formale. C’è da ammirare pure il coroligneo, realizzato nel 1826 dal maestro intagliatore frate Antonio da Tricarico.

 

CHIESA E CONVENTO  DEL CARMINE


alt

 

Nel rione del Carmine, su una piccola altura, c’era il Convento di Santa Maria del Carmine dell’ordine Carmelitani Scalzi, edificato tra il 1605 e il 1626 sulla vecchia chiesa di santa Maria del Soccorso. Gli ultimi frati carmelitani andarono via una decina d’anni fa. Attualmente ospita la sede della Comunità Emmanuel.

La Chiesa di Santa Maria del Carmine ha il portale in pietra del 1605; l’interno è a navata unica. Entrando si ha la sensazione di trovarsi in una piccola cappella Sistina, poiché è un vero gioiello d’opere d’arte. Le pareti furono quasi tutte affrescate nel 1612 da Pietro Antonio Ferro il quale, in un linguaggio immediato, rivela la sua cultura artistica contemporanea acquisita durante i viaggi.

 

alt alt

 

Gli affreschi, alla cui realizzazione contribuirono anche i figli Carlo e Giovanni Battista, rappresentano scene della vita di Gesù e della Madonna, figure di Santi e dottori della chiesa, apostoli. La chiesa conserva anche le tele di P. A. Ferro: Madonna del Carmine col Bambino (1613) sull’altare maggiore e la Crocifissione con San Francesco, San Gerardo vescovo, Santa Rita da Cascia (1616); Madonna col Bambino fra Sant’Anna, San Giuseppe e due Sante Carmelitane d’autore ignoto (sec.XVII) di scuola napoletana e Madonna che appare a San Simone Stock (1763) d’autore sconosciuto.

 

_______________________________

 

BIBLIOGRAFIA

  • Carmela Biscaglia e Sabrina Lauria, Tricarico Storia - Arte - Architettura, Matera, 129 Edizioni, 1993.
  • Anna Grelle, Arte in Basilicata, Roma, De Luca Editore, 1981.
  • Giacomo Racioppi, Storia della Lucania e della Basilicata, Roma, Ermanno Loescher & C.,

    1889. Ristampa anastatica, Matera, Grafica BMG.

  • Lorenzo Predone, La Basilicata, Bari, Dedalo Litostampa, 1964.

  • G. Appella, L. Bubbico, A. Ceccarelli, G. Zampino, Calabria e Lucania, Milano, Libri Scheiwiller,1991.

  • P. Perrone e M. Trufelli, Tricaricum Basilicatae civitas, CD-ROM, 1995.

     

 

Sondaggi

Come Vorresti il Sito ?
 

Chi รจ online

 2 visitatori online