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Arrivando da Potenza lungo la Via Appia la cosa che subito colpisce il viaggiatore è l'imponente Torre Normanna che si erge a sovrastare uno dei borghi medioevali più belli  della Basilicata: Tricarico. Arroccato su una collina, a settecento metri di altitudine, si affaccia da una parte sulla vallata del fiume Basento, dall’altra sul bacino del torrente Bilioso, affluente del Bradano. Incerta è l'origine del nome   derivante forse dal basso latino trigarium (luogo di maneggio dei cavalli) o dal greco treis akros (città delle tre vette). Sebbene di antichissima origine (testimonianze archeologiche risalenti al VI-V secolo a.C. sono state ritrovate nel rione cappuccini, nei pressi del cinquecentesco monastero di S. Maria delle Grazie), le prime notizie documentate la riportano come cittadella longobarda nell'849, poi roccaforte araba, quindi città fortificata bizantina (kastron) e poi contea della potente famiglia normanna dei Sanseverino. Nel '400 vide la presenza di una consistente comunità ebraica e, nel '500, di una comunità albanese. La presenza di popolazioni greche, arabo-musulmane, ebraiche, albanesi, il mecenatismo dei Sanseverino e di molti vescovi, la presenza di un seminario e di numerosi conventi, i costanti rapporti mantenuti dall'aristocrazia locale con gli ambienti napoletani ed extranapoletani, hanno permesso alla città di ricoprire una posizione di rilievo nel panorama culturale della Basilicata, tanto da essere l'unica città lucana ed una delle pochissime dell'intero meridione, ad essere raffigurata nella prestigiosa opera di G. Braun e F. Hogemberg "Theatrum Urbium Praecipuarum Mundi" pubblicata a Colonia nei primi anni del' 600. La storia contemporanea di Tricarico è contrassegnata dall' adesione ai movimenti liberali e dalla partecipazione alle lotte contadine, che si conclusero con la Riforma Agraria. Nel primo dopoguerra molto ha inciso l'operato del vescovo Raffaello delle Nocche (fondazione dell' Ordine delle Discepole di Gesù Eucaristico, 1923), del sacerdote don Pancrazio Toscano (istituzione della casa di riposo per poveri ed anziani "Pia Opera di S.Antonio", 1926), di Rocco Scotellaro, primo sindaco di Tricarico dopo la Liberazione, che si occupò con sensibilità dei problemi sociali della sua regione; autore di numerosi volumi e saggi sulla questione meridionale.